
Un Pep Guardiola sul banco degli imputati dopo la sconfitta in casa contro il Real Madrid (Foto Reuters)
Il Real Madrid è andato, La Liga è andata. Quest’anno il Barcellona deve accontentarsi del secondo posto, sulle ramblas quasi non si ricordavano più che cosa significasse. Guardiola, da vero signore, ha fatto i complimenti ai blancos per la vittoria del campionato.
Tutti ora parlano di ciclo finito, non dando i giusti meriti al grande lavoro della truppa di Mourinho. Forse però, colui che ha creato il Barca meraviglia si è reso conto prima degli altri che questo sarebbe stato l’ultimo anno alla guida della splendida macchina da gioco che ha ideato e perfezionato negli anni. Tutti nel club catalano vorrebbero che la favola proseguisse, dal presidente ai giardinieri. Tutti tranne lui. E non è un caso che il rinnovo sia ancora in alto mare. Dopo un finale di stagione come questo, se non dovesse vincere la Champions, l’addio sarebbe ancor più probabile. Anche se, per uno che ha vinto tutto o quasi per cinque anni di fila, lasciare da perdente sarebbe un affronto alla storia. Sua e del Barcellona.

Una vita in blanco per Cristiano Ronaldo. Al momento non si vedono molti motivi per i quali CR7 debba andarsene dal Real Madrid ma poco importa. In questi casi si parte con il rinnovo anche se mancano tre anni alla scadenza del contratto, che nel calcio sono un’éra geologica. Per blindare il secondo più forte giocatore del mondo non è mai troppo presto, soprattutto se in Europa si aggirano facoltosi presidenti come arabi e russi.


