Che ne sarà di Pep?

Un Pep Guardiola sul banco degli imputati dopo la sconfitta in casa contro il Real Madrid (Foto Reuters)

Un Pep Guardiola sul banco degli imputati dopo la sconfitta in casa contro il Real Madrid (Foto Reuters)

Il Real Madrid è andato, La Liga è andata. Quest’anno il Barcellona deve accontentarsi del secondo posto, sulle ramblas quasi non si ricordavano più che cosa significasse. Guardiola, da vero signore, ha fatto i complimenti ai blancos per la vittoria del campionato.

Tutti ora parlano di ciclo finito, non dando i giusti meriti al grande lavoro della truppa di Mourinho. Forse però, colui che ha creato il Barca meraviglia si è reso conto prima degli altri che questo sarebbe stato l’ultimo anno alla guida della splendida macchina da gioco che ha ideato e perfezionato negli anni. Tutti nel club catalano vorrebbero che la favola proseguisse, dal presidente ai giardinieri. Tutti tranne lui. E non è un caso che il rinnovo sia ancora in alto mare. Dopo un finale di stagione come questo, se non dovesse vincere la Champions, l’addio sarebbe ancor più probabile. Anche se, per uno che ha vinto tutto o quasi per cinque anni di fila, lasciare da perdente sarebbe un affronto alla storia. Sua e del Barcellona.

Chiellini condanna Pepe, ma anche Casillas e Ramos…

Uno scontro tra Chiellini e Sergio Ramos, entrambi in grado di giocare sia da centrali che da terzini, anche se con caratteristiche differenti

Calciatore-opinionista con almeno dieci anni di anticipo, saltando il prepensionamento in qualche squadra di provincia. Niente studi tv o giornalisti con le loro domande insistenti. Giorgio Chiellini, 26 anni, se ne è infischiato della procedura e ha bruciato le tappe: ha visto Bayer Monaco-Real Madrid per i fatti suoi, ha analizzato la partita e, sfruttando Twitter, ha detto la sua sul 2 a 1 del Bayern contro il Real.

Magari prova un po’ di invidia per i suoi ex colleghi che sminuzzano pregi e difetti di ogni azione, di ogni giocata. E così la difesa delle merengues è finita imputata davanti al giudice Chiellini. Non poteva essere altrimenti, vista la specializzazione del bianconero.

Riguardando il goal di Mario Gomez mi chiedo come fa Pepe a far passare quel pallone…poi vabbe’ Ramos e Casillas si sono addormentati…

Si può intravedere anche una vaga invidia per chi ha avuto la bravura (e la fortuna) di giocare una partita così importante. Ma vista la grande annata della Juventus pare ormai scontato che anche il difensore toscano nella prossima stagione sentirà la musichetta della Champions. Magari, facendo tesoro degli errori degli altri. Perchè ormai chi di tweet ferisce…

Ronaldo, il Pallone d’Oro è lontano ma il contratto d’oro è vicino

Una vita in blanco per Cristiano Ronaldo. Al momento non si vedono molti motivi per i quali CR7 debba andarsene dal Real Madrid ma poco importa. In questi casi si parte con il rinnovo anche se mancano tre anni alla scadenza del contratto, che nel calcio sono un’éra geologica. Per blindare il secondo più forte giocatore del mondo non è mai troppo presto, soprattutto se in Europa si aggirano facoltosi presidenti come arabi e russi.

Infatti, pare pronto un contratto fino al 2018 con stipendio da ritoccare rispetto ai 13 milioni di euro che incassa ora il portoghese. E questo sarà compito del suo agente Jorge Mendes, uno dei più potenti al mondo insieme a Mino Raiola. Se dovesse vincere il braccio di ferro con la Casa blanca Ronaldo otterrebbe 15 milioni l’anno. Un affare soprattutto per lui: nonostante le doti da extraterrestre, non sarebbe facile trovare un club disposto a versargli ben più di un milione al mese fino a quando avrà 33 anni. Un colpo anche migliore di quello che ha fatto Samuel Eto’o firmando con l’Anzhi, che lo proietterebbe nell’Olimpo dei paperoni del calcio di tutti i tempi.

Ci vorranno mesi, tanti, perché un rinnovo del genere ha mille clausole da concordare. Ma alla fine si arriverà alla firma, anche perché l’ex di Manchester United e Sporting Lisbona ha detto e ridetto di voler giocare ancora a lungo al Bernabeu. Almeno per sei anni, quando l’esplosività di Ronaldo dovrebbe essere già in declino. Se la trattativa dovesse concretizzarsi sarebbe un piccolo capolavoro politico-economico di Mendes. E ci sono pochi dubbi sul fatto che ci riuscirà.

Iran, anche la Federcalcio crea problemi ad Ahmadinejad

Una supporter della nazionale iraniana fotografata a Doha

Una volta era il suo alleato, ora è diventato il nemico più temibile. Il nuovo presidente della Federcalcio Iraniana Ali Kafashian è anche il vecchio, l’unico ad aver conservato il posto per due mandati consecutivi. Ed è anche inviso al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che nel 2008 lo aveva supportato. Quattro anni di cattiva gestione e figuracce internazionali gli hanno fatto cambiare idea e ora sta cercando di spodestarlo. Mentre l’ayatollah Ali Khamenei osserva in silenzio.

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Giovani campioni crescono, ma non tutti li aspettano

Come per i più grandi calciatori della storia, a Pescara è comparso un murales per Ciro Immobile, capocannoniere della Serie B con 22 gol, come i suoi anni

Gioventù bruciata proprio per niente. In un periodo di ristrettezze economiche come questo, tutte le società cercano di imitare il modello Barcellona: investire tanti soldi nel settore giovanile, crescere i ragazzini sia come calciatori che come uomini e renderli attaccati alla maglia. Il Pescara di Zeman è l’ultima delle meraviglie calcistiche dei giovani, anche se molti arrivano in prestito dalle società di A.

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Brasile, infrastrutture inadeguate per il Mondiale

La coda per salire su un bus a San Paolo

Seconda puntata del racconto per la preparazione al Mondiale 2014. Non solo gli stadi procedono a rilento, anche la costruzione di strade e aeroporti sta creando molti problemi all’amministrazione brasiliana.La Fifa battibecca con il governo, mentre le città sono dei cantieri a cielo aperto. Il gigante sudamericano è davvero in grado di ospitare il torneo calcistico più importante?

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Brasile in ritardo, ma il Mondiale 2014 si farà

Una veduta notturna del Maracana

Viaggio nel Brasile che si prepara alla Coppa del Mondo tra stadi progettati male e polemiche per l’organizzazione. La Fifa mette pressione ma si dice tranquilla, i sindacati sono in sciopero per le basse paghe e più di 150 mila persone sono state sfrattate senza avere un indennizzo. Anche Romario è preoccupato, ma il Mondiale non è a rischio.

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